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Our House

May 16th, 2005 by Tony

I’ll light the fire
You put the flowers in the vase
That you bought today

Staring at the fire
For hours and hours
While I listen to you
Playing your love songs
All night long for me
Only for me

Come to me now
And rest your head for just five minutes
Everything is fine
Such a cosy room
The windows are illuminated
By the sunshine through them
Firey gems for you
Only for you

Our house
Is a very, very, very fine house
With two cats in the yard
Life used to be so hard
Now everything is easy
‘Cause of you

Our house
Is a very, very, very fine house
With two cats in the yard
Life used to be so hard
Now everything is easy
‘Cause of you
And Our

I’ll light the fire
While you place the flowers in the vase
That you bought today

smily

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Il coglione sdoganato

May 10th, 2005 by Tony

pirla2.jpg

Bene, è caduto un altro tabù.
Da oggi, nessuno potrà più dire nulla a tutte quelle teste di cazzo che vanno in giro per le nostre città guidando con il cellulare in mano.

Chi lo dice? Ma il Rapporto Italiano sulla vicenda Calipari, naturalmente.
Quello che secondo molti avrebbe “fatto luce sulle verità tenute nascoste dagli Americani”.

Tra le tante “perle di saggezza” dei nostri esperti, quelli che noi contribuenti ABBIAMO PAGATO per sapere la verità, questa è proprio quella che brilla di più:

“la circostanza che il conducente fosse in contatto telefonico con il collega di supporto, invece di essere sinonimo di distrazione, significa l’esatto contrario (…) l’essere al telefono impegna l’udito (ove si sia in ascolto) e non certamente la vista”

E se non è pericoloso guidare con il cellulare in mano di notte, sotto il diluvio, in una zona di guerra, mentre percorri una strada in cui negli ultimi 5 mesi ci sono stati CENTOTRENTACINQUE attacchi terroristici, vorrete mica dirmi che è pericoloso farlo mentre percorri Viale Forlanini alle cinque di pomeriggio?

Mah.

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L’Italietta

May 2nd, 2005 by Tony

Sarà, ma a me della discussione da due centesimi sulla pubblicazione del rapporto senza omissis non frega un cazzo.

E me ne frega ancora meno del ridicolo can can sulla paternità della scoperta.

Mentre centinaia di persone continuano a discutere di queste stronzate, io mi sono letto i due rapporti.
Quello americano e quello italiano. Con particolare attenzione ai paragrafi discordanti.

Fatelo anche voi, sono interessanti. Quelli sì.

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Bene. Bravo.

April 21st, 2005 by Tony

triste.jpg

…BIS. smily

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I bambini e la TV

April 17th, 2005 by Tony

Ma perché ogni volta che in televisione passano un video o una pubblicità con qualche pezzo di gnocca, mio figlio corre a piazzarsi davanti alla TV? smily

Adesso addirittura riconosce le canzoni… prima eravamo in cucina, e in sala c’era la TV accesa su MTV.
Appena ha sentito l’attacco di “Holiday” dei Green Day è corso in sala e si è messo lì ad aspettare che arrivassero le ballerine seminude. smily

Ma la scena più bella è quando passano il video dei Good Charlotte… lui corre a guardare, e quando non vede Adriana ci rimane malissimo. smily

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Auguri…

March 25th, 2005 by Tony

Alex Pasqua.jpg

Buona Pasqua a tutti!!!! smily

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Paisà

March 23rd, 2005 by Tony

Com’è che ogni volta, in una riunione di lavoro tra Italiani e stranieri (siano essi europei, americani, arabi, cinesi, russi, o di qualunque altro posto al mondo), sono sempre gli Italiani a fare la figura dei coglioni?

Come mai sono sempre gli Italiani quelli impreparati ed approssimativi?

Come mai sono sempre gli Italiani quelli che parlano un inglese di merda, mentre gli interlocutori lo parlano fluentemente?

Come mai è sempre un Italiano, quello che manda in vacca la discussione perché non ha capito una frase che gli hanno detto?

Come mai è sempre un Italiano, quello che butta in politica una discussione tecnica e la fa diventare un’accozzaglia di luoghi comuni e cazzate senza alcun senso pratico?

Come mai è sempre un Italiano, quello che si impunta per un’ora a parlare di un dettaglio senza nessuna importanza e poi quando si sta parlando di qualcosa veramente importante, non se ne accorge neanche?

Ma succede solo nel mio lavoro, questa cosa, oppure capitano anche a voi queste situazioni che a me fanno sempre vergognare come un ladro?

Mah.

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Cleanin’ out my closet

March 16th, 2005 by Tony

Avete presente ai matrimoni… quegli invitati che si presentano vestiti di tutto punto, ma poi durante la cerimonia stanno fuori dalla chiesa per ostentare la loro “laicità”, salvo poi riunirsi al gruppo per il pranzo? Io l’ho sempre trovata una cafonata senza pari.

Che poi in questo caso (quella sopra ovviamente è una metafora), non è neanche una questione di cafoneria o meno… è che neanche alla mia età riesco ad abituarmi all’ipocrisia della gente, a considerare la falsa cortesia come un male necessario alla pacifica convivenza tra persone adulte.

Insomma, a me la gente con due facce ha sempre fatto schifo, tutto lì.

Neanche indifferenza… solo schifo.

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Già. Vergogna.

March 8th, 2005 by Tony

Toh. Qualcuno dice che noi Italiani dovremmo vergognarci.

Grazie, non c’era bisogno… ci vergogniamo già abbastanza.

Io mi vergogno innanzitutto dei nostri connazionali che ti hanno prontamente fatto il coro. Quasi a comando, come uno stormo di pappagalli. Tu hai detto “jump”, e loro di corsa “how high?”.

E mi vergogno di essere un connazionale di quella scrofa di Giuliana Sgrena. Quella che, dopo essersi risparmiata una meritatissima mozzata di testa grazie solo ed esclusivamente ai nostri soldi ed al sacrificio di un uomo sicuramente molto migliore di lei, si presenta con la sua gran faccia da culo a dirci che tutto sommato con i suoi amici tagliagole non si stava mica male

Che a questo punto qualunque Italiano sano di mente, al prossimo nostro connazionale rapito e minacciato di morte, potrebbe a ragione sentirsi autorizzato a battersene il culo. O meglio, a farsela a piedi fino a Roma, per dire ai nostri governanti di spenderli meglio quei soldi, la prossima volta.

Che tanto si sta così bene, lì. Che i nostri compagni “resistenti” ti trattano bene, ti leggono il Corano e ti danno la frutta. E quando vai via, prima di lasciarti andare ti fanno le raccomandazioni, come ogni buona mamma fa al proprio figlio prima di mandarlo a scuola. Attraversa solo sulle strisce, e attento agli Americani che sono cattivi.

Che verrebbe tanta voglia di rimandarcela, quella stronza. A calcioni nel culo. E già che ci torni, vedi di farti ridare i nostri soldi… quelli che abbiamo buttato nel cesso per salvarti il culo.

Ed è proprio vero, che le armi degli Americani “intelligenti” non lo sono per niente. Perché se quel proiettile avesse avuto anche un briciolo di cervello, avrebbe deviato per andare ad infilarsi nella testa di cazzo di quella vacca, invece di ammazzare quel poveraccio che ha dato la sua vita per chi sicuramente non meritava neanche di prendersi uno sputo in faccia.

E soprattutto mi vergogno come un ladro io, di essere connazionale di tutti quegli sciacalli della Domenica che si sono buttati a pesce sul cadavere di Calipari. Perché non gli sembrava vero, cazzo, di avere finalmente un morto da sbattere in faccia ai propri presunti “avversari”, senza trovarsi allo stesso tempo nella scomoda posizione di arrampicarsi sugli specchi per giustificare i suoi assassini. Un morto italiano e un assassino americano in un colpo solo. Che fortuna, eh.

E mi vergogno da pazzi, per questa squallida e triste moviola della Domenica sera. Con i “buoni” da una parte e i “cattivi” dall’altra, a contare i proiettili che nessuno ha visto, a misurare la velocità della macchina che nessuno ha visto. “Erano quattrocento”, “no, erano otto”… “andava a cento all’ora”, “no, a quaranta”. Con queste polemiche vergognose e ridicole, che sullo schermo si confondevano con lo slow motion del gol di Cannavaro.

Che almeno quello, prima di iniziare la caciara, lo abbiamo guardato.

Già. Vergogna.

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Donne in carriera

March 7th, 2005 by Tony

Poi dice che le donne vengono discriminate sul posto di lavoro…
Poi dice che le donne non si sentono apprezzate professionalmente…
Poi dice che gli uomini hanno preconcetti sulle donne che lavorano…

A causa di una piccola (quanto inutile) “riorganizzazione” della mia azienda, da oggi mi trovo a dividere l’ufficio con due colleghe donne.
Stendiamo pure un velo pietoso su come una delle due, arrivata in ufficio per prima il giorno del trasloco, si sia appropriata della scrivania migliore; relegando me al posto “in castigo” con le spalle alla porta, in barba alla mia superiorità di grado.
E stendiamo pure un velo pietoso sul fatto che lei abbia posizionato la scrivania a tre metri dal muro, occupando tre quarti dell’ufficio e lasciando me e l’altra collega confinati in due metri di spazio.

E io capisco anche che quando si svolge un lavoro amministrativo di pura routine, la giornata possa essere lunga a passare. Ma cristo.

La giornata inizia con l’ultimo album degli U2 sparato a tutto volume.
Quando faccio notare che la musica mi disturba, lei mi risponde: “ah scusa, pensavo che gli U2 ti piacessero… metto le Tatù, va meglio?”
Prosegue con un chiacchiericcio infinito tra le due, in cui vengono affrontati tutti i temi possibili ed immaginabili… il tempo, le faccende domestiche, il resoconto del weekend, lo shopping, le pubblicità in TV, le suonerie per il cellulare.

Tutti quegli amabili argomenti di conversazione che in cui anche noi colleghi maschi ci dilettiamo durante la pausa caffé… ma per quindici minuti due volte al giorno, cazzo. Non per otto ore consecutive, mentre uno sta cercando di mettere insieme un preventivo da sei milioni di Euro.

Nel frattempo prosegue l’attività principale della mia professionalissima neo-vicina di scrivania: la masterizzazione di CD, con tanto di scansione delle copertine, stampa a colori, taglio e confezione. Il tutto ovviamente utilizzando le attrezzature dell’azienda.

Verso le quattro di pomeriggio la mentecatta, cominciando a percepire il mio scazzo, cerca di mettermi “a mio agio”… come? Coinvolgendomi nella conversazione!!!
“Ehi Antonio, ma ti sei tagliato i capelli?”
“Ssssì. Mi sono tagliato i capelli.” smily
“Eh, ma li hai tagliati molto corti…”
, e via con una disquisizione di quaranta minuti sui miei capelli.
Cazzo, sì che li taglio corti; non ne ho!!! Sono praticamente un calvo, come cazzo si fa a parlare per quaranta minuti di come porto i capelli???

Alle sei la povera pazza annuncia orgogliosa: “Bene. Per oggi basta lavorare!”
Ovviamente ero tentato di chiederle ma quando cazzo avevi cominciato a lavorare?… ma la speranza che finalmente si levasse dai coglioni mi ha convinto a desistere.
Speranza vana, purtroppo.

La regina del fancazzismo molesto tira fuori dalla borsa un libro di grammatica Inglese, sapete quelli che si usano alle scuole medie… ed esplode in un disgraziato: “INGLISC SCUUL!!!” smily

“Antonio, visto che tu parli bene inglese, ho deciso che da oggi ci farai da professore… mi sono pure fatta prestare il libro da mia cugina, che va ancora a scuola.”
Io medito l’omicidio-suicidio. Lei e l’altra collega piazzano il libro sulla MIA scrivania, e cominciano a leggere ad alta voce, noncuranti del fatto che IO stia ancora lavorando.

Al quarto de pen is on de teibol, non ce la faccio più e sbotto…
“Scusate, ma io starei cercando di lavorare, qui!!!” smily
“Ma sono già passate le sei…”
“Appunto, porcaccia puttana!!! Non vi viene in mente che se una persona sana di mente si ferma in ufficio dopo le sei, è perché ha del lavoro da finire???” smily
“Eh, ma che caratteraccio che hai… dai su P., andiamo avanti: mai neim is meri… ai liv in ingland…

Spengo il computer, mi alzo e me ne vado senza salutare. Il mio capo ha detto che i lavori di ampliamento degli uffici dureranno circa sette-otto mesi.

Io ancora due giorni così e faccio una strage.

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