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Auguri…

March 25th, 2005 by Tony

Alex Pasqua.jpg

Buona Pasqua a tutti!!!! smily

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Paisà

March 23rd, 2005 by Tony

Com’è che ogni volta, in una riunione di lavoro tra Italiani e stranieri (siano essi europei, americani, arabi, cinesi, russi, o di qualunque altro posto al mondo), sono sempre gli Italiani a fare la figura dei coglioni?

Come mai sono sempre gli Italiani quelli impreparati ed approssimativi?

Come mai sono sempre gli Italiani quelli che parlano un inglese di merda, mentre gli interlocutori lo parlano fluentemente?

Come mai è sempre un Italiano, quello che manda in vacca la discussione perché non ha capito una frase che gli hanno detto?

Come mai è sempre un Italiano, quello che butta in politica una discussione tecnica e la fa diventare un’accozzaglia di luoghi comuni e cazzate senza alcun senso pratico?

Come mai è sempre un Italiano, quello che si impunta per un’ora a parlare di un dettaglio senza nessuna importanza e poi quando si sta parlando di qualcosa veramente importante, non se ne accorge neanche?

Ma succede solo nel mio lavoro, questa cosa, oppure capitano anche a voi queste situazioni che a me fanno sempre vergognare come un ladro?

Mah.

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Cleanin’ out my closet

March 16th, 2005 by Tony

Avete presente ai matrimoni… quegli invitati che si presentano vestiti di tutto punto, ma poi durante la cerimonia stanno fuori dalla chiesa per ostentare la loro “laicità”, salvo poi riunirsi al gruppo per il pranzo? Io l’ho sempre trovata una cafonata senza pari.

Che poi in questo caso (quella sopra ovviamente è una metafora), non è neanche una questione di cafoneria o meno… è che neanche alla mia età riesco ad abituarmi all’ipocrisia della gente, a considerare la falsa cortesia come un male necessario alla pacifica convivenza tra persone adulte.

Insomma, a me la gente con due facce ha sempre fatto schifo, tutto lì.

Neanche indifferenza… solo schifo.

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Già. Vergogna.

March 8th, 2005 by Tony

Toh. Qualcuno dice che noi Italiani dovremmo vergognarci.

Grazie, non c’era bisogno… ci vergogniamo già abbastanza.

Io mi vergogno innanzitutto dei nostri connazionali che ti hanno prontamente fatto il coro. Quasi a comando, come uno stormo di pappagalli. Tu hai detto “jump”, e loro di corsa “how high?”.

E mi vergogno di essere un connazionale di quella scrofa di Giuliana Sgrena. Quella che, dopo essersi risparmiata una meritatissima mozzata di testa grazie solo ed esclusivamente ai nostri soldi ed al sacrificio di un uomo sicuramente molto migliore di lei, si presenta con la sua gran faccia da culo a dirci che tutto sommato con i suoi amici tagliagole non si stava mica male

Che a questo punto qualunque Italiano sano di mente, al prossimo nostro connazionale rapito e minacciato di morte, potrebbe a ragione sentirsi autorizzato a battersene il culo. O meglio, a farsela a piedi fino a Roma, per dire ai nostri governanti di spenderli meglio quei soldi, la prossima volta.

Che tanto si sta così bene, lì. Che i nostri compagni “resistenti” ti trattano bene, ti leggono il Corano e ti danno la frutta. E quando vai via, prima di lasciarti andare ti fanno le raccomandazioni, come ogni buona mamma fa al proprio figlio prima di mandarlo a scuola. Attraversa solo sulle strisce, e attento agli Americani che sono cattivi.

Che verrebbe tanta voglia di rimandarcela, quella stronza. A calcioni nel culo. E già che ci torni, vedi di farti ridare i nostri soldi… quelli che abbiamo buttato nel cesso per salvarti il culo.

Ed è proprio vero, che le armi degli Americani “intelligenti” non lo sono per niente. Perché se quel proiettile avesse avuto anche un briciolo di cervello, avrebbe deviato per andare ad infilarsi nella testa di cazzo di quella vacca, invece di ammazzare quel poveraccio che ha dato la sua vita per chi sicuramente non meritava neanche di prendersi uno sputo in faccia.

E soprattutto mi vergogno come un ladro io, di essere connazionale di tutti quegli sciacalli della Domenica che si sono buttati a pesce sul cadavere di Calipari. Perché non gli sembrava vero, cazzo, di avere finalmente un morto da sbattere in faccia ai propri presunti “avversari”, senza trovarsi allo stesso tempo nella scomoda posizione di arrampicarsi sugli specchi per giustificare i suoi assassini. Un morto italiano e un assassino americano in un colpo solo. Che fortuna, eh.

E mi vergogno da pazzi, per questa squallida e triste moviola della Domenica sera. Con i “buoni” da una parte e i “cattivi” dall’altra, a contare i proiettili che nessuno ha visto, a misurare la velocità della macchina che nessuno ha visto. “Erano quattrocento”, “no, erano otto”… “andava a cento all’ora”, “no, a quaranta”. Con queste polemiche vergognose e ridicole, che sullo schermo si confondevano con lo slow motion del gol di Cannavaro.

Che almeno quello, prima di iniziare la caciara, lo abbiamo guardato.

Già. Vergogna.

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Donne in carriera

March 7th, 2005 by Tony

Poi dice che le donne vengono discriminate sul posto di lavoro…
Poi dice che le donne non si sentono apprezzate professionalmente…
Poi dice che gli uomini hanno preconcetti sulle donne che lavorano…

A causa di una piccola (quanto inutile) “riorganizzazione” della mia azienda, da oggi mi trovo a dividere l’ufficio con due colleghe donne.
Stendiamo pure un velo pietoso su come una delle due, arrivata in ufficio per prima il giorno del trasloco, si sia appropriata della scrivania migliore; relegando me al posto “in castigo” con le spalle alla porta, in barba alla mia superiorità di grado.
E stendiamo pure un velo pietoso sul fatto che lei abbia posizionato la scrivania a tre metri dal muro, occupando tre quarti dell’ufficio e lasciando me e l’altra collega confinati in due metri di spazio.

E io capisco anche che quando si svolge un lavoro amministrativo di pura routine, la giornata possa essere lunga a passare. Ma cristo.

La giornata inizia con l’ultimo album degli U2 sparato a tutto volume.
Quando faccio notare che la musica mi disturba, lei mi risponde: “ah scusa, pensavo che gli U2 ti piacessero… metto le Tatù, va meglio?”
Prosegue con un chiacchiericcio infinito tra le due, in cui vengono affrontati tutti i temi possibili ed immaginabili… il tempo, le faccende domestiche, il resoconto del weekend, lo shopping, le pubblicità in TV, le suonerie per il cellulare.

Tutti quegli amabili argomenti di conversazione che in cui anche noi colleghi maschi ci dilettiamo durante la pausa caffé… ma per quindici minuti due volte al giorno, cazzo. Non per otto ore consecutive, mentre uno sta cercando di mettere insieme un preventivo da sei milioni di Euro.

Nel frattempo prosegue l’attività principale della mia professionalissima neo-vicina di scrivania: la masterizzazione di CD, con tanto di scansione delle copertine, stampa a colori, taglio e confezione. Il tutto ovviamente utilizzando le attrezzature dell’azienda.

Verso le quattro di pomeriggio la mentecatta, cominciando a percepire il mio scazzo, cerca di mettermi “a mio agio”… come? Coinvolgendomi nella conversazione!!!
“Ehi Antonio, ma ti sei tagliato i capelli?”
“Ssssì. Mi sono tagliato i capelli.” smily
“Eh, ma li hai tagliati molto corti…”
, e via con una disquisizione di quaranta minuti sui miei capelli.
Cazzo, sì che li taglio corti; non ne ho!!! Sono praticamente un calvo, come cazzo si fa a parlare per quaranta minuti di come porto i capelli???

Alle sei la povera pazza annuncia orgogliosa: “Bene. Per oggi basta lavorare!”
Ovviamente ero tentato di chiederle ma quando cazzo avevi cominciato a lavorare?… ma la speranza che finalmente si levasse dai coglioni mi ha convinto a desistere.
Speranza vana, purtroppo.

La regina del fancazzismo molesto tira fuori dalla borsa un libro di grammatica Inglese, sapete quelli che si usano alle scuole medie… ed esplode in un disgraziato: “INGLISC SCUUL!!!” smily

“Antonio, visto che tu parli bene inglese, ho deciso che da oggi ci farai da professore… mi sono pure fatta prestare il libro da mia cugina, che va ancora a scuola.”
Io medito l’omicidio-suicidio. Lei e l’altra collega piazzano il libro sulla MIA scrivania, e cominciano a leggere ad alta voce, noncuranti del fatto che IO stia ancora lavorando.

Al quarto de pen is on de teibol, non ce la faccio più e sbotto…
“Scusate, ma io starei cercando di lavorare, qui!!!” smily
“Ma sono già passate le sei…”
“Appunto, porcaccia puttana!!! Non vi viene in mente che se una persona sana di mente si ferma in ufficio dopo le sei, è perché ha del lavoro da finire???” smily
“Eh, ma che caratteraccio che hai… dai su P., andiamo avanti: mai neim is meri… ai liv in ingland…

Spengo il computer, mi alzo e me ne vado senza salutare. Il mio capo ha detto che i lavori di ampliamento degli uffici dureranno circa sette-otto mesi.

Io ancora due giorni così e faccio una strage.

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Guns and gossip

March 4th, 2005 by Tony

Mi è sempre piaciuto molto discutere in rete. Il confronto con chi ha idee diverse dalle mie mi stimola e mi diverte.

Ma c’è una cosa che veramente non sopporto: l’ignoranza. L’uso di luoghi comuni, leggende metropolitane, informazioni approssimative o addirittura inesatte, per sostenere le proprie tesi.

Un caso classico riguarda l’annosa questione sul possesso di armi negli Stati Uniti; moltissimi Italiani (in generale, moltissimi non-americani) sono ancora oggi convinti che negli Stati Uniti il commercio ed il possesso di armi non siano soggetti a nessuna regolamentazione. Il famoso mito che “in America un bambino può andare al supermercato e comprarsi una pistola”.

Credo quindi che la faccenda vada chiarita, una volta per tutte.

Le prime leggi emesse negli Stati Uniti per regolamentare il possesso di armi da fuoco risalgono al 1934. Ma fu nel 1968 che per la prima volta fu emessa una legge (il Gun Control Act), acora valida, che vieta esplicitamente la vendita di armi da fuoco ai minori di 18 anni, come anche a diverse altre categorie di cittadini.

Questa fu seguita nel 1994 dalla legge nota come Brady Bill, che sancisce altrettanto esplicitamente che:

“(1)It shall be unlawful for a person to sell, deliver, or otherwise transfer to a person who the transferor knows or has reasonable cause to believe is a juvenile–
(A) a handgun; or
(B) ammunition that is suitable for use only in a handgun.

(2) It shall be unlawful for any person who is a juvenile to knowingly possess–
(A) a handgun; or
(B) ammunition that is suitable for use only in a handgun.

For purposes of this subsection, the term “juvenile” means a person who is less than 18 years of age

(5)(A)(i) A juvenile who violates section 922(x) shall be fined under this title, imprisoned not more than 1 year, or both…

(B) A person other than a juvenile who knowingly violates section 922(x)–
(i) shall be fined under this title, imprisoned not more than 1 year, or both; and
(ii) if the person sold, delivered, or otherwise transferred a handgun or ammunition to a juvenile knowing or having reasonable cause to know that the juvenile intended to carry or otherwise possess or discharge or otherwise use the handgun or ammunition in the commission of a crime of violence, shall be fined under this title, imprisoned not more than 10 years, or both.”

Bene. Siete con me, fino ad ora? In tutti gli Stati Uniti è illegale vendere un arma da fuoco ad un minore di 18 anni, ed è illegale per un minore di 18 anni possederla.

E il famoso Secondo Emendamento?
Il cosiddetto “diritto del popolo di possedere armi, che non può essere infranto”?

E’ una questione che ancora oggi molti (Americani e non) considerano aperta a discussioni ed interpretazioni. Rimane il fatto che, giuridicamente, la questione è stata chiusa più di 60 anni fa.

Per la precisione, il 15 Maggio del 1939, quando la Corte Suprema degli Stati Uniti fu chiamata a deliberare sul caso Miller vs. United States, ove un cittadino arrestato per possesso illegale di un’arma si appellò proprio al Secondo Emendamento.

Cito testualmente dalla sentenza:

“In the absence of any evidence tending to show that possession or use of a “shotgun having a barrel of less than eighteen inches in length” at this time has some reasonable relationship to the preservation or efficiency of a well regulated militia, we cannot say that the Second Amendment guarantees the right to keep and bear such an instrument.

Certainly it is not within judicial notice that this weapon is any part of the ordinary military equipment or that its use could contribute to the common defense.”

La questione del possesso di armi da fuoco da parte di cittadini privati ovviamente non si limita all’analisi delle leggi. Ci sono molti altri aspetti, quali le usanze dei vari popoli, le circostanze, il tessuto sociale. E l’applicazione delle leggi stesse.

Ma prima di discutere di qualcosa, io preferisco sapere di cosa sto parlando. Tutto lì.

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The lights go down?

March 1st, 2005 by Tony

Non mi va più tanto di scrivere sul blog.

Sarà questa storia del Forum di Clarence che mi ha un po’ debilitato. Sarà che il nuovo Forum mi sta prendendo un sacco di tempo, e ogni tanto devo anche lavorare io. Sarà che sui blog degli altri non trovo ormai quasi più niente di interessante.

Insomma non lo so, sarà il Forum, sarà il blog. Ma è giusto così.

Ormai qui vengono a commentare solo poveri giovani gabbati dal Kirby… Il Mondo dei Robot è diventato il mio Paso Adelante. Carampane comprese.

Va beh, un paio di notiziole in diretta da quel che resta della mia blogosfera personale:
Daffodil ha ricominciato a scrivere.
Apathos, anche.
CuloDritto è un genio. Andatela a leggere.

Il blog del Finestraio esploderà entro le 24 di stanotte. Sembra che abbia chiesto ad un giovane softwarista volenteroso di rifargli il template… un giovane che di recente si è distinto per il suo lavoro presso la Dada S.p.A. smily

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