Alberto Puliafito ci ricorda la futilità della protesta dei fumatori di oggi. Certo.
E che diamine. C’è la legge Salva-Previti, quella Salva-Dell’Utri, come ci ricorda qualcuno anche qui. Se è per quello c’è anche la guerra in Iraq, lo Tsunami, la questione Palestinese, la fame nel mondo e la difficoltà di trovare parcheggio in centro a Milano.
Tutte cose molto più importanti delle lamentele dei fumatori. Certo, anche molto più importanti delle lamentele dei NON fumatori… di tutte le storielle fotocopiate che ci raccontano di golfini puzzolenti e occhi che lacrimano, di capelli sporchi dopo una serata al pub, di colleghi cattivi e capi incivili che vengono nel tuo ufficio solo per fumarti in faccia. Tutte scritte con lo stampino, un infinito copia-e-incolla. Come qui, o qui, o qui, o qui.
Tutte storie nate per magia solo da due o tre anni… perché come faceva notare oggi qualcun altro, “la cosa interessante da rilevare e’ che piu’ il vizio del fumo diventa raro, piu’ il numero dei fumatori diminuisce, piu’ l’intolleranza verso i fumatori aumenta”.
Che poi va beh che il popolo è bue, che ripete tutto quello che gli si dice di dire senza neanche pensare… ma almeno la polemica idiota sui “costi sociali” del fumo in Italia la si potrebbe evitare, no? Ripeto, in Italia… in una nazione in cui lo Stato incassa DIECI MILIARDI DI EURO ogni anno sulla vendita delle sigarette, ci si rende contro che parlare di “costo sociale” del fumo è una cazzata senza pari?
Una settimana fa mi chiedevo che cosa volessero ancora i fumatori… adesso comincio a capirlo.
Vogliono l’America, dove negli aeroporti è vietato fumare anche all’aperto e se vuoi fumare devi allontanarti dall’entrata almeno di 200 metri.
Vogliono il Giappone, dove a Tokyo è diventato reato persino camminare per strada con la sigaretta spenta.
Dicevo “ben venga la legge, se ci può evitare le rotture di palle dei non fumatori integralisti dell’ultima ora”… mi sbagliavo. Adesso la legge c’è, eppure non la piantano mica.
Va beh, allora da oggi basta con gli sconti. D’ora in poi, quando mi trovo in un luogo pubblico in cui è consentito fumare, io fumo senza chiedere niente a nessuno. Da oggi ci sono milioni di posti dove non si può fumare, e una decina dove si può. Chi ci entra, lo fa per sua scelta.
Ti dà fastidio la mia sigaretta? Esci.