Avevate voglia di ridere, voi… “Free Pallino”, eccetera. La vera storia della mia partenza da Noumea supera persino le storie piu’ assurde che le menti contorte di Gaspare e Skylark avrebbero mai potuto concepire.
Procediamo con ordine… la mia partenza era prevista per Sabato mattina alle 9 dall’hotel. Il volo per Tokyo parte alle 12:00.
Venerdi’ sera, ore 19:00. Il mio capo mi chiama a rapporto. Mi dice solo quattro parole: “non puoi partire domani”. La discussione dura solo pochi secondi… in realta’ non esiste discussione, in quanto il mentecatto prende per scontato che la sua decisione sia insindacabile.
Sabato mattina, ore 07:00. Scendo a colazione insieme a tutti gli altri. Ovviamente la sera prima ho fatto le valigie… tutti i miei colleghi hanno gia’ capito che quella mattina non mi avrebbero visto in cantiere, e uno ad uno passano a salutarmi. Tutti escluso lui, poverino, che ancora non ha capito una cippa.
Ore 07:45. Risalgo in camera, e mi metto alla finestra. Vedo i miei colleghi che si riuniscono nella hall… appena il capo parte, scendo anche io. Porto giu’ le valigie, faccio il check-out.
Ore 08:30. Mentre sono alla reception che pago il conto (proprio stamattina mi doveva capitare la tipa che non capisce un belino???), arriva una chiamata per me. E’ il Capo Cantiere, che non vedendomi arrivare ovviamente ha mangiato la foglia…
“Antonio? Sono Mario… ma sei rimasto a piedi? Perche’ qui sono gia’ arrivati tutti.”
“No, Mario… sto partendo.”
“Ah, allora hai la macchina… scusa, pensavo che fossi rimasto a piedi, perche’ le macchine sono tutte gia’ qui…”
“Mario, non hai capito… sto partendo”
“Ah, stai arrivando? Bene, ti aspettiamo…”. Click.
Buon vecchio Mario… ho capito solo mezz’ora dopo che stava facendo finta di non capire. Probabilmente il gran capo era li’ davanti che ascoltava.
Ore 09:05. Arriva il pullman che mi deve portare in aeroporto. Mentre carico le valigie, alla reception arriva ancora una chiamata per me. Faccio dire che sono gia’ andato via.
Ore 10:15. Arrivo in aeroporto. Faccio il check-in al volo, passo i controlli e mi vado a sedere nella business lounge. L’altoparlante continua a chiamare: “Attenzione. Il Signor Mario M. in partenza per Tokyo e’ pregato di contattare urgentemente il banco informazioni”… il Signor M. e’ ancora il mio Capo Cantiere, e non e’ lui che sta partendo per Tokyo, ma io. Si deve trattare di un ennesimo maldestro tentativo di fermarmi.
Ora, in teoria uno a quel punto dovrebbe essere al sicuro, no? Sara’, ma a me continuava a tornare in mente la scena di “Fuga di mezzanotte”, in cui il tipo si trova gia’ sull’aereo, e lo obbligano a scendere…
Ore 12:00. Finalmente si parte. Per la prima volta in vita mia, essere su un aereo che decolla mi fa sentire sollevato… 