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A proposito…

June 29th, 2003 by Tony

A proposito di cose all’antica, approfitto per segnalarvi un ristorantino adatto per una serata romantica…

Lo Yar, in Via Mercalli a Milano. Cucina russa, ambiente raffinato, servizio eccellente.

L’ideale per chi si cura dei dettagli… per chi ama trattarsi bene, quando esce. wink.gif

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Mah…

June 28th, 2003 by Tony

Mi capita sempre più spesso di recente, di assistere a scene del genere:

“Ciao, quanto tempo che non ci vediamo… ma come sei cambiata, ti vedo ingrassata…” (oppure: “imbruttita”, “sciupata”, “invecchiata”, eccetera…)

Ma dico… che cos’è, il festival della cafoneria??? Cioè, se io incontro una persona che non vedo da molto tempo, anche se la trovo “peggiorata” in qualsiasi senso, mi guardo bene dal farglielo notare. Men che meno se è una donna, che so quanto ci tengono a queste cose.

Invece sempre più spesso vedo gente uscirsene in questo modo, con una naturalezza che fa accapponare la pelle…

Mah. Sarò io che sono all’antica… rolleyes.gif

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Six Months…

June 26th, 2003 by Tony

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Esattamente sei mesi fa passeggiavo per il molo di Key West.

Ovviamente allora non avevo idea che in così poco tempo la mia vita sarebbe cambiata così tanto… stavo pensando alle cose che mi aspettavano al mio ritorno in Italia. E in un certo senso, pensavo che la mia vita avesse finalmente preso una piega di “stabilità”.

Per molti anni avevo vissuto in giro per il mondo e per l’Italia, senza la possibiltà di costruirmi una vita “mia”. E finalmente il mio sogno di tornare a casa si era realizzato.

Ma allo stesso tempo si stava realizzando un sogno che avrebbe portato nella mia vita il più grande ed inatteso cambiamento. Quello in cui sinceramente non speravo più.

Sei mesi che mi hanno cambiato per sempre. Ed altri sei mesi, i prossimi, che mi cambieranno ancora di più.

E proprio vero… le cose belle non succedono mai sole. smile.gif

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Walk Like a Man

June 24th, 2003 by Tony

Una canzone che riesce a commuovermi ogni volta che la ascolto. Dedicata a mio padre, che ho perso molti anni fa… e a mia madre, che da allora è stata per me anche un padre.

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I viaggi della vergogna

June 22nd, 2003 by Tony

Con l’arrivo dell’estate, si torna a parlare di uno degli argomenti di attualità più vergognosi, reso ancora peggiore dal fatto che l’Italia è uno tra i paesi del mondo occidentale che è più coinvolto in questo fenomeno: il turismo sessuale.

Come ogni anno, un esercito di impiegati, di operai, di insospettabili padri di famiglia, parte alla volta dei paesi del Terzo Mondo, i falsi paradisi turistici che invece sono tristemente noti a tutti come i luoghi in cui maggiormente si sviluppa questa ributtante tradizione.

Le mete preferite? Cuba, ad esempio. Panorama ci racconta del penoso fenomeno delle jineteras, le ragazze locali che che si offrono ai turisti stranieri in cambio di denaro, cene, regali, dandogli la parvenza di una vera relazione sentimentale.

In realtà sappiamo bene che non è così… “Intorno alla ragazza che offre amore in cambio di un regalo, un invito a cena o una specie di adozione, c’è tutto un sistema familiare che spinge in questo senso, perché spesso «il pollo» catturato diventa una specie di zio d’America a cui si ricorrerà per risolvere i problemi economici di tutto un gruppo parentale”. Una sorta di truffa organizzata alle spalle degli ingenui turisti in cerca d’amore, a cui spesso partecipano intere famiglie.

Anche Viaggiatorionline, racconta cose simili, avvisando i turisti dei rischi legati all’imbarcarsi in quella che essi credono una relazione sentimentale, e che invece è un’operazione commerciale in piena regola.

“Le jinetere (“cavallerizze” per il loro modo di cavalcare il turista in cerca di una illusione o di solo sesso) rappresentano tutto quello che l’immaginario collettivo maschile, cerca da una ragazza. Giovani, disinibite, al tempo con le mode, offrono la loro gioia di vivere ed il loro bisogno di tutto, allo straniero (denominato “pepe” o “yuma”) in cambio di pranzi, vestiti, regali e dollari”“Precisa ed informata come una agenzia di viaggi (conosce a memoria tutti i voli in arrivo e partenza da Cuba e tutti i tour operator che organizzano i soggiorni), la jinetera attende il turista all’entrata dell’albergo e, studiandone il comportamento solo per qualche ora, identifica il “suo” turista, in base alle caratteristiche dello stesso. Poi, passa all’attacco. Fiera come una belva (nei confronti della concorrenza delle altre ragazze cubane) ma dolce ed affabile nei modi, tesse una fittissima rete intorno alla sua preda, della quale già pregusta i frutti, facendola cadere in una inevitabile trappola”.

Certo, dipinta così sembrerebbe solo una cinica trappola nei confronti dello sprovveduto di turno… ma, continua Viaggiatorionline, “Altre volte si nascondono tristi circostanze. Ragazze che professano la jineteria sono già sposate con ragazzi cubani che le mandano, con tutti i mezzi, a battersi con le altre alla conquista dell’italiano o dello spagnolo che le regalerà oggetti, vestiti e, soprattutto, preziosi dollari che finiranno nelle tasche del poco geloso marito”.

A volte il povero turista “intrappolato” finisce in una spirale da cui non riesce più ad uscire… allora i viaggi si ripetono, “si riorganizza un nuovo viaggio, fatto questa volta, seguendo le “dritte” ricevute da Cuba. Non più alberghi (non fanno entrare i cubani residenti) ma una bella casa particular che costa meno, è più discreta e ci puoi portare chi vuoi. Non più agenzie di viaggio (se non solo per acquistare il biglietto aereo), non più ostacoli. Solo le valige dove mettere tutto quello che occorre e che da Cuba hanno richiesto (merce che servirà alla jinetera per farsi bella ma anche per rivendersela una volta partito nuovamente il turista), ed un mucchio di dollari”.

Che dire di questi nostri connazionali che attraversano l’oceano in cerca di quello che non riescono a trovare qui? Io stesso non saprei dirlo.

Da una parte c’è il disgusto verso chi approfitta della miseria altrui per soddisfare le proprie frustrazioni; dall’altra parte una gran pena, verso chi è spesso disposto a spendere ingenuamente enormi somme in cerca di un’illusione d’amore. Soldi che spesso finiscono in mano a persone senza scrupoli che lucrano sulla solitudine altrui.

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Life

June 19th, 2003 by Tony

“Life is what happens to you
While you’re busy making other plans”. smile.gif

(John Lennon)

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La bacchetta magica

June 18th, 2003 by Tony

A volte ce ne vorrebbe veramente una… rolleyes.gif

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Ancora…

June 16th, 2003 by Tony

Ancora un incidente all’ILVA di Taranto. 2 morti e 40 feriti. Il secondo in una settimana, il terzo in un mese (il secondo mortale).

Un altro ieri a Genova.

Le cause? Sempre le stesse. Impianti fatiscenti ed imperizia degli operatori, nella maggior parte dei casi ragazzini poco più che ventenni, senza alcuna esperienza.

Lavoro da 14 anni nella siderurgia. Nella mia vita ho assistito a tre infortuni mortali. Ho visto, negli ultimi anni, l’età degli addetti all’esercizio ed alla manutenzione degli impianti scendere sempre di più. A Taranto, a Genova, a Piombino.

Effetti del nuovo mercato del lavoro? Della flessibilità, dei contratti a termine, del lavoro interinale? Può darsi.

Ed è questa l’ipotesi che mi fa accapponare la pelle. Un giovane inesperto, non addestrato adeguatamente, messo ad una scrivania può al massimo sbagliare ad inserire un dato. Ad archiviare una pratica.

Un giovane inesperto, non addestrato adeguatamente, messo sul piano di colata, MUORE.

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I nuovi pacchetti di sigarette

June 14th, 2003 by Tony

Chesterfield.jpg

Eccoli, finalmente.

Ieri ho comprato i miei primi pacchetti con la nuova veste grafica. Quelli con le scritte giganti davanti e dietro, come prescritto dalla nuova, utilissima legge.

A parte le solite cose sulle malattie cardiovascolari, sulle donne incinte, su infarti e ictus, sul davanti di due dei quattro pacchetti che ho comprato campeggia la scritta “IL FUMO TI UCCIDE”. A caratteri cubitali.

La cassiera dell’Autogrill si dev’essere chiesta cosa io avessi da ridere tanto… di sicuro non può sapere che in Canada questa normativa è in vigore da molti anni.

E che la macabra scritta ha riportato alla mia mente il mio ex-collega Mario. Il toscanaccio che cancellava con il bianchetto la scritta “Smoking can kill you” dai pacchetti di Du Maurier.

Mugugnando: “D*o c**e, se portano merda, ‘sti brodi di ‘anadesi…” biggrin.gif

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L’URL di Munch

June 12th, 2003 by Tony

Una cosa mi ha depresso particolarmente, nella polemica nata ieri su GNUeconomy intorno a Ettorre, e proseguita qui e qui.

Non certo la violenza dei toni, sinceramente sono abituato a confronti verbali ben più violenti. E neanche l’accanimento collettivo, d’altra parte il nostro se l’è cercata.

Quello che mi ha veramente deluso, è stato il vedere una persona che ho avuto modo di conoscere e stimare sul web e dal vivo, scadere nel triste luogo comune della finta vittima del “gruppo”. La “voce fuori dal coro”, l’emarginato perchè “diverso”, quello che non si uniforma alla legge del “branco”.

Un clichè talmente trito che ormai lo utilizzano soltanto i patetici nessuno del web, che cercano di mascherare dietro questa presunta “non appartenenza” i veri motivi della loro impopolarità all’interno della comunità virtuale.

Quelli che cercano di farsi odiare perchè non sanno rassegnarsi al loro destino di eterni ignorati. Quelli che non avendo nulla di interessante da dire, cercano di apparire “anticonformisti”, diversi da quelle persone a cui in realtà vorrebbero così tanto somigliare.

Quelli che attirano intenzionalmente su di sé il biasimo altrui, per poi rispondere con falsa convinzione: “ecco, ve la prendete tutti con me perchè non faccio parte della vostra cricca”.

Non ti offendere Gattaccio, ma come dicono gli Americani, you know better than that. Davvero ci tieni così tanto ad essere accomunato con questi ridicoli individui?

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