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Pacs? No, grazie

September 25th, 2005 by Tony

Allora, andiamo con ordine.

In Italia esistono coppie eterosessuali, che hanno la libertà di scegliere se sposarsi oppure no.
Se si sposano, giuridicamente acquisiscono dei diritti, dietro la sottoscrizione di determinati impegni e doveri, verso l’un l’altro e verso terze persone. Quali ad esempio i propri figli.
Se invece decidono di non sposarsi, quindi di non sottoscrivere gli stessi impegni e doveri che hanno le coppie sposate, è giusto che non possano godere degli stessi diritti di queste ultime.

Per contro, ci sono le coppie omosessuali, che questa scelta di sposarsi o non sposarsi al momento non ce l’hanno. Quindi è giusto che gli venga data la facoltà di scegliere.

Quindi:
– Diritto alle coppie omosessuali di contrarre matrimonio, come le coppie eterosessuali: SI’
– Riconoscimento alle coppie di fatto (siano queste eterosessuali o omosessuali) degli stessi diritti di cui godono le coppie sposate: NO.

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Perché…

June 10th, 2005 by Tony

Perché la gioia di vedere il proprio bambino che sorride è un diritto naturale, e non un privilegio riservato a chi può permettersi costosi trattamenti in una clinica svizzera;

Perché una legge che protegge gli embrioni in quanto “vita”, ma di fatto impedisce a milioni di embrioni di diventare persone, è una follia solo a pensarla;

Perché un Papa che gioca a fare il politico è pericoloso; ma mai quanto un politico che gioca a fare il Papa;

Ma soprattutto, perché sono profondamente indignato dal comportamento di tutti gli uomini politici che hanno invitato i cittadini a non votare.

Voi siete i nostri rappresentanti, teste di cazzo. E dovete rendere conto a noi di quello che fate, in ogni istante del vostro mandato. Quindi noi ve lo diciamo eccome, quello che pensiamo delle vostre leggi del Menga.

Se non siete capaci di fare il vostro lavoro, lo faremo noi per voi. Cancellando dal Codice i vostri aborti malriusciti.
E se non avete le palle di affrontare il nostro giudizio, andate fuori dai coglioni.
Ma subito.

Referendum.jpg

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Il coglione sdoganato

May 10th, 2005 by Tony

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Bene, è caduto un altro tabù.
Da oggi, nessuno potrà più dire nulla a tutte quelle teste di cazzo che vanno in giro per le nostre città guidando con il cellulare in mano.

Chi lo dice? Ma il Rapporto Italiano sulla vicenda Calipari, naturalmente.
Quello che secondo molti avrebbe “fatto luce sulle verità tenute nascoste dagli Americani”.

Tra le tante “perle di saggezza” dei nostri esperti, quelli che noi contribuenti ABBIAMO PAGATO per sapere la verità, questa è proprio quella che brilla di più:

“la circostanza che il conducente fosse in contatto telefonico con il collega di supporto, invece di essere sinonimo di distrazione, significa l’esatto contrario (…) l’essere al telefono impegna l’udito (ove si sia in ascolto) e non certamente la vista”

E se non è pericoloso guidare con il cellulare in mano di notte, sotto il diluvio, in una zona di guerra, mentre percorri una strada in cui negli ultimi 5 mesi ci sono stati CENTOTRENTACINQUE attacchi terroristici, vorrete mica dirmi che è pericoloso farlo mentre percorri Viale Forlanini alle cinque di pomeriggio?

Mah.

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L’Italietta

May 2nd, 2005 by Tony

Sarà, ma a me della discussione da due centesimi sulla pubblicazione del rapporto senza omissis non frega un cazzo.

E me ne frega ancora meno del ridicolo can can sulla paternità della scoperta.

Mentre centinaia di persone continuano a discutere di queste stronzate, io mi sono letto i due rapporti.
Quello americano e quello italiano. Con particolare attenzione ai paragrafi discordanti.

Fatelo anche voi, sono interessanti. Quelli sì.

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Bene. Bravo.

April 21st, 2005 by Tony

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…BIS. smily

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Già. Vergogna.

March 8th, 2005 by Tony

Toh. Qualcuno dice che noi Italiani dovremmo vergognarci.

Grazie, non c’era bisogno… ci vergogniamo già abbastanza.

Io mi vergogno innanzitutto dei nostri connazionali che ti hanno prontamente fatto il coro. Quasi a comando, come uno stormo di pappagalli. Tu hai detto “jump”, e loro di corsa “how high?”.

E mi vergogno di essere un connazionale di quella scrofa di Giuliana Sgrena. Quella che, dopo essersi risparmiata una meritatissima mozzata di testa grazie solo ed esclusivamente ai nostri soldi ed al sacrificio di un uomo sicuramente molto migliore di lei, si presenta con la sua gran faccia da culo a dirci che tutto sommato con i suoi amici tagliagole non si stava mica male

Che a questo punto qualunque Italiano sano di mente, al prossimo nostro connazionale rapito e minacciato di morte, potrebbe a ragione sentirsi autorizzato a battersene il culo. O meglio, a farsela a piedi fino a Roma, per dire ai nostri governanti di spenderli meglio quei soldi, la prossima volta.

Che tanto si sta così bene, lì. Che i nostri compagni “resistenti” ti trattano bene, ti leggono il Corano e ti danno la frutta. E quando vai via, prima di lasciarti andare ti fanno le raccomandazioni, come ogni buona mamma fa al proprio figlio prima di mandarlo a scuola. Attraversa solo sulle strisce, e attento agli Americani che sono cattivi.

Che verrebbe tanta voglia di rimandarcela, quella stronza. A calcioni nel culo. E già che ci torni, vedi di farti ridare i nostri soldi… quelli che abbiamo buttato nel cesso per salvarti il culo.

Ed è proprio vero, che le armi degli Americani “intelligenti” non lo sono per niente. Perché se quel proiettile avesse avuto anche un briciolo di cervello, avrebbe deviato per andare ad infilarsi nella testa di cazzo di quella vacca, invece di ammazzare quel poveraccio che ha dato la sua vita per chi sicuramente non meritava neanche di prendersi uno sputo in faccia.

E soprattutto mi vergogno come un ladro io, di essere connazionale di tutti quegli sciacalli della Domenica che si sono buttati a pesce sul cadavere di Calipari. Perché non gli sembrava vero, cazzo, di avere finalmente un morto da sbattere in faccia ai propri presunti “avversari”, senza trovarsi allo stesso tempo nella scomoda posizione di arrampicarsi sugli specchi per giustificare i suoi assassini. Un morto italiano e un assassino americano in un colpo solo. Che fortuna, eh.

E mi vergogno da pazzi, per questa squallida e triste moviola della Domenica sera. Con i “buoni” da una parte e i “cattivi” dall’altra, a contare i proiettili che nessuno ha visto, a misurare la velocità della macchina che nessuno ha visto. “Erano quattrocento”, “no, erano otto”… “andava a cento all’ora”, “no, a quaranta”. Con queste polemiche vergognose e ridicole, che sullo schermo si confondevano con lo slow motion del gol di Cannavaro.

Che almeno quello, prima di iniziare la caciara, lo abbiamo guardato.

Già. Vergogna.

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Guns and gossip

March 4th, 2005 by Tony

Mi è sempre piaciuto molto discutere in rete. Il confronto con chi ha idee diverse dalle mie mi stimola e mi diverte.

Ma c’è una cosa che veramente non sopporto: l’ignoranza. L’uso di luoghi comuni, leggende metropolitane, informazioni approssimative o addirittura inesatte, per sostenere le proprie tesi.

Un caso classico riguarda l’annosa questione sul possesso di armi negli Stati Uniti; moltissimi Italiani (in generale, moltissimi non-americani) sono ancora oggi convinti che negli Stati Uniti il commercio ed il possesso di armi non siano soggetti a nessuna regolamentazione. Il famoso mito che “in America un bambino può andare al supermercato e comprarsi una pistola”.

Credo quindi che la faccenda vada chiarita, una volta per tutte.

Le prime leggi emesse negli Stati Uniti per regolamentare il possesso di armi da fuoco risalgono al 1934. Ma fu nel 1968 che per la prima volta fu emessa una legge (il Gun Control Act), acora valida, che vieta esplicitamente la vendita di armi da fuoco ai minori di 18 anni, come anche a diverse altre categorie di cittadini.

Questa fu seguita nel 1994 dalla legge nota come Brady Bill, che sancisce altrettanto esplicitamente che:

“(1)It shall be unlawful for a person to sell, deliver, or otherwise transfer to a person who the transferor knows or has reasonable cause to believe is a juvenile–
(A) a handgun; or
(B) ammunition that is suitable for use only in a handgun.

(2) It shall be unlawful for any person who is a juvenile to knowingly possess–
(A) a handgun; or
(B) ammunition that is suitable for use only in a handgun.

For purposes of this subsection, the term “juvenile” means a person who is less than 18 years of age

(5)(A)(i) A juvenile who violates section 922(x) shall be fined under this title, imprisoned not more than 1 year, or both…

(B) A person other than a juvenile who knowingly violates section 922(x)–
(i) shall be fined under this title, imprisoned not more than 1 year, or both; and
(ii) if the person sold, delivered, or otherwise transferred a handgun or ammunition to a juvenile knowing or having reasonable cause to know that the juvenile intended to carry or otherwise possess or discharge or otherwise use the handgun or ammunition in the commission of a crime of violence, shall be fined under this title, imprisoned not more than 10 years, or both.”

Bene. Siete con me, fino ad ora? In tutti gli Stati Uniti è illegale vendere un arma da fuoco ad un minore di 18 anni, ed è illegale per un minore di 18 anni possederla.

E il famoso Secondo Emendamento?
Il cosiddetto “diritto del popolo di possedere armi, che non può essere infranto”?

E’ una questione che ancora oggi molti (Americani e non) considerano aperta a discussioni ed interpretazioni. Rimane il fatto che, giuridicamente, la questione è stata chiusa più di 60 anni fa.

Per la precisione, il 15 Maggio del 1939, quando la Corte Suprema degli Stati Uniti fu chiamata a deliberare sul caso Miller vs. United States, ove un cittadino arrestato per possesso illegale di un’arma si appellò proprio al Secondo Emendamento.

Cito testualmente dalla sentenza:

“In the absence of any evidence tending to show that possession or use of a “shotgun having a barrel of less than eighteen inches in length” at this time has some reasonable relationship to the preservation or efficiency of a well regulated militia, we cannot say that the Second Amendment guarantees the right to keep and bear such an instrument.

Certainly it is not within judicial notice that this weapon is any part of the ordinary military equipment or that its use could contribute to the common defense.”

La questione del possesso di armi da fuoco da parte di cittadini privati ovviamente non si limita all’analisi delle leggi. Ci sono molti altri aspetti, quali le usanze dei vari popoli, le circostanze, il tessuto sociale. E l’applicazione delle leggi stesse.

Ma prima di discutere di qualcosa, io preferisco sapere di cosa sto parlando. Tutto lì.

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Italia for dummies

February 14th, 2005 by Tony

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Italiani!!! Si avvicina l’ennesima consultazione elettorale.
E ancora una volta si presenta il solito dilemma: per chi votare?

Niente paura: stavolta ci ha pensato Gianluca Neri, a risolvere in cinque minuti l’intera questione politica italiana.
Ecco il suo Bignami elettorale, che in onore alla passione del nostro Gianluca per la televisione trash potremmo rinominare “Otto Semplici Regole”.

Rispondete a questo piccolo test; alla fine contate il numero di risposte A e quello di risposte B, ed è fatta.

1. Che cosa ne pensate degli omosessuali?
A. Buoni
B. Cattivi

2. Che cosa ne pensate della religione in politica?
A. Cattiva
B. Buona

3. Che cosa ne pensate dell’aborto?
A. Cattivo, ma necessario
B. Cattivo e basta

4. Che cosa ne pensate dell’accoglienza agli immigrati?
A. Buona
B. Cattiva

5. Che cosa ne pensate dell’uso del preservativo?
A. Buono
B. Cattivo

6. Che cosa ne pensate della guerra?
A. Cattiva
B. Cattiva, ma necessaria

7. Che cosa ne pensate dei musulmani?
A. Dipende
B. Cattivi

8. Che cosa ne pensate della pena di morte?
A. Cattiva
B. Buona

Risultati:
Se avete totalizzato più di 4 risposte A, siete di sinistra.
Se avete totalizzato più di 4 risposte B, siete di destra.
Se avete totalizzato un numero uguale di risposte A e B, comprate l’ultimo numero di Cosmopolitan; magari trovate un altro test.

Poi dice la gente vota Berlusconi… smily

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Due, di cuori

February 11th, 2005 by Tony

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Ascoltando la radio stamattina (a proposito… chi pensa che le pubblicità in televisione siano il festival dell’imbecillità, provi ad ascoltare quelle in radio), sono venuto a conoscenza della nuova frontiera della moda italiana.

Dopo lo sdoganamento della canata di culo, adesso la Stefanel ci propone la sua nuova creazione, studiata apposta per San Valentino: la maglietta “Scopricuore”.

Con tanto di slogan boccacceschi… “Cosa ti colpisce di più di una ragazza? IL CUORE!!! …e come fai a vederlo?”, e giù con un paio di tette enormi in primissimo piano. “Scopricuore… la t-shirt speciale con la scollatura che ti scappa l’occhio!!!”

Mi sfugge solo un dettaglio… chi è che si mette una maglietta del genere in Febbraio? smily

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Cry Wolf

February 7th, 2005 by Tony

Cito da Rolli, sul rapimento di Giuliana Sgrena:

“Ho la sensazione che manchi qualcosa, però, rispetto agli altri rapimenti: la partecipazione emotiva. E’ una sensazione a pelle, che si recepisce nella gente, quando ascolti e annusi gli umori e percepisci una certa distrazione, un distacco sottile, qualcosa che stona.
Mi auguro di sbagliarmi, ma è una sensazione netta: le due Simone hanno lasciato il segno, pessimo, e non è certo un bella dote.
La gente si era preoccupata, emozionata, spaventata quando toccò a loro
Non importava cosa facessero in Iraq (…) non interessava a nessuno, si mise tutto da parte e si pensò semplicemente a ciò che in quel momento erano: due donne in mano a dei sequestratori, per le quali tutti stavamo in ansia e tutti avremmo speso qualcosa di nostro per salvarle. Punto.
Poi lo show che seguì la liberazione fece sentire molti un po’ sciocchi e anche irritati: nessuno si aspettava l’abiura del loro credo politico, più semplicemente ci si attendeva un “grazie” forte e chiaro, una presa di distanza da coloro che utilizzavano i sequestri, spesso seguiti da torture e omicidi, come forma di lotta, una parola per ricordare i sequestrati uccisi e quelli ancora nelle mani dei terroristi.
Giunse un “grazie” risicato, solo dopo quello forte e chiaro alla “resistenza irachena” e a chiunque non c’entrasse un accidente con la loro liberazione; seguì una passerella salmodiante contro gli americani e chiunque fosse in Iraq, certo come okkupante, e infine si ricordarono tardivamente che nel frattempo c’erano altre persone nelle mani dei rapitori, e altre ancora che per mano loro avevano già lasciato il mondo terreno.
E la gente ingoiò il rospo, pentendosi magari di aver seguito un Tg in più anzichè Il Grande fratello.
Il rapimento di Giuliana Sgrena si porta appresso questa eredità (…) Chissà se le due Simone le avvertono queste sensazioni. e se a volte pensano a quanti silenzi abbiano mancato, e alle troppe parole dette a vanvera.”

“Personalmente spero che sia capitata in mani non sanguinarie, e che venga liberata al più presto, con riscatto o senza non ha importanza: basta che possa tornare a casa.
Se a questo seguiranno giaculatorie pro-resistenza poco importa, sono già nel conto e chi se ne infischia; l’importante è che torni viva.”

“Tanto l’eredità delle due Simone è antipatica, quanto nauseante è il dibattito che viene fuori in una certa sinistra in questi giorni.
Si disserta della capacità di discernimento della “resistenza irachena” circa “il nemico”, della speranza che si renda conta conto che Giuliana Sgrena non è l’ostaggio “giusto”.
Non lo è difatti, ma non perchè donna di sinistra contraria alla guerra in Iraq, non lo è perchè non lo erano Quattrocchi, Anwar Wali, Margaret Hassan, Bigley, i poveri nepalesi trucidati o Baldoni.
Non c’è un ostaggio “giusto”, ed è aberrante si tenti una distinzione, che porta con sè uno e butta dall’altra parte, quella “sbagliata”, tutti gli altri.”

“Quando si arriva a distinguere le vittime catalogandole mentalmente con il loro destino, si è perso ogni senso morale, e quel minimo di civiltà che dovrebbe distinguerci dagli assassini.”

Chapeau.

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