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Paisà

March 23rd, 2005 by Tony

Com’è che ogni volta, in una riunione di lavoro tra Italiani e stranieri (siano essi europei, americani, arabi, cinesi, russi, o di qualunque altro posto al mondo), sono sempre gli Italiani a fare la figura dei coglioni?

Come mai sono sempre gli Italiani quelli impreparati ed approssimativi?

Come mai sono sempre gli Italiani quelli che parlano un inglese di merda, mentre gli interlocutori lo parlano fluentemente?

Come mai è sempre un Italiano, quello che manda in vacca la discussione perché non ha capito una frase che gli hanno detto?

Come mai è sempre un Italiano, quello che butta in politica una discussione tecnica e la fa diventare un’accozzaglia di luoghi comuni e cazzate senza alcun senso pratico?

Come mai è sempre un Italiano, quello che si impunta per un’ora a parlare di un dettaglio senza nessuna importanza e poi quando si sta parlando di qualcosa veramente importante, non se ne accorge neanche?

Ma succede solo nel mio lavoro, questa cosa, oppure capitano anche a voi queste situazioni che a me fanno sempre vergognare come un ladro?

Mah.

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Donne in carriera

March 7th, 2005 by Tony

Poi dice che le donne vengono discriminate sul posto di lavoro…
Poi dice che le donne non si sentono apprezzate professionalmente…
Poi dice che gli uomini hanno preconcetti sulle donne che lavorano…

A causa di una piccola (quanto inutile) “riorganizzazione” della mia azienda, da oggi mi trovo a dividere l’ufficio con due colleghe donne.
Stendiamo pure un velo pietoso su come una delle due, arrivata in ufficio per prima il giorno del trasloco, si sia appropriata della scrivania migliore; relegando me al posto “in castigo” con le spalle alla porta, in barba alla mia superiorità di grado.
E stendiamo pure un velo pietoso sul fatto che lei abbia posizionato la scrivania a tre metri dal muro, occupando tre quarti dell’ufficio e lasciando me e l’altra collega confinati in due metri di spazio.

E io capisco anche che quando si svolge un lavoro amministrativo di pura routine, la giornata possa essere lunga a passare. Ma cristo.

La giornata inizia con l’ultimo album degli U2 sparato a tutto volume.
Quando faccio notare che la musica mi disturba, lei mi risponde: “ah scusa, pensavo che gli U2 ti piacessero… metto le Tatù, va meglio?”
Prosegue con un chiacchiericcio infinito tra le due, in cui vengono affrontati tutti i temi possibili ed immaginabili… il tempo, le faccende domestiche, il resoconto del weekend, lo shopping, le pubblicità in TV, le suonerie per il cellulare.

Tutti quegli amabili argomenti di conversazione che in cui anche noi colleghi maschi ci dilettiamo durante la pausa caffé… ma per quindici minuti due volte al giorno, cazzo. Non per otto ore consecutive, mentre uno sta cercando di mettere insieme un preventivo da sei milioni di Euro.

Nel frattempo prosegue l’attività principale della mia professionalissima neo-vicina di scrivania: la masterizzazione di CD, con tanto di scansione delle copertine, stampa a colori, taglio e confezione. Il tutto ovviamente utilizzando le attrezzature dell’azienda.

Verso le quattro di pomeriggio la mentecatta, cominciando a percepire il mio scazzo, cerca di mettermi “a mio agio”… come? Coinvolgendomi nella conversazione!!!
“Ehi Antonio, ma ti sei tagliato i capelli?”
“Ssssì. Mi sono tagliato i capelli.” smily
“Eh, ma li hai tagliati molto corti…”
, e via con una disquisizione di quaranta minuti sui miei capelli.
Cazzo, sì che li taglio corti; non ne ho!!! Sono praticamente un calvo, come cazzo si fa a parlare per quaranta minuti di come porto i capelli???

Alle sei la povera pazza annuncia orgogliosa: “Bene. Per oggi basta lavorare!”
Ovviamente ero tentato di chiederle ma quando cazzo avevi cominciato a lavorare?… ma la speranza che finalmente si levasse dai coglioni mi ha convinto a desistere.
Speranza vana, purtroppo.

La regina del fancazzismo molesto tira fuori dalla borsa un libro di grammatica Inglese, sapete quelli che si usano alle scuole medie… ed esplode in un disgraziato: “INGLISC SCUUL!!!” smily

“Antonio, visto che tu parli bene inglese, ho deciso che da oggi ci farai da professore… mi sono pure fatta prestare il libro da mia cugina, che va ancora a scuola.”
Io medito l’omicidio-suicidio. Lei e l’altra collega piazzano il libro sulla MIA scrivania, e cominciano a leggere ad alta voce, noncuranti del fatto che IO stia ancora lavorando.

Al quarto de pen is on de teibol, non ce la faccio più e sbotto…
“Scusate, ma io starei cercando di lavorare, qui!!!” smily
“Ma sono già passate le sei…”
“Appunto, porcaccia puttana!!! Non vi viene in mente che se una persona sana di mente si ferma in ufficio dopo le sei, è perché ha del lavoro da finire???” smily
“Eh, ma che caratteraccio che hai… dai su P., andiamo avanti: mai neim is meri… ai liv in ingland…

Spengo il computer, mi alzo e me ne vado senza salutare. Il mio capo ha detto che i lavori di ampliamento degli uffici dureranno circa sette-otto mesi.

Io ancora due giorni così e faccio una strage.

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Buon Natale…

December 24th, 2004 by Tony

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Buon Natale a chi, in questa santa notte
Grida a tutti “Buon Natale! Buon Natale!”
E lo riempiono di botte
Buon Natale a chi mangia tanto panettone
Così gli va su il colesterolo
E gli aumenta la pressione

Buon Natale a chi vuoi tu
Merry Christmas for you
Buon Natale a chi vuoi tu
Un Natale che non si scorda più

Buon Natale a chi fa i regali riciclati
Bravi! Anche quest’anno, vi siete sputtanati
Buon Natale a chi è sempre in imbarazzo
Ma prendi su ‘sto regalo, dai
Sbattitene… del prezzo!

Buon Natale a chi vuoi tu
Merry Christmas for you
Buon Natale a chi vuoi tu
Un Natale che non si scorda più

Buon Natale a chi ti fa un regalo intelligente
Che tu gli dai il tuo e ti senti deficiente
Buon Natale a chi non sa mai cosa regalare
L’importante è il pensiero poi…
Ma che vadano a cagare!

Buon Natale a chi vuoi tu
Merry Christmas for you
Buon Natale a chi vuoi tu
Un Natale che non si scorda più

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Tecnologia (2)

December 19th, 2004 by Tony

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Ora che ho questo, qualcuno riuscirà a convincermi che il cellulare può servire anche a fare altre cose, oltre che a telefonare? smily

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Bates Autogrill

December 10th, 2004 by Tony

Avete presente quei momenti in cui il mondo intorno a voi vi sembra così impossible da farvi pensare di essere in un incubo incredibilmente verosimile?

Oggi, ore 13 circa. Mi fermo in Autogrill sulla tangenziale per mangiare un panino. Ordino il solito rustico e Coca Cola… mentre il panino è a scaldare, vado al bancone del bar per farmi dare la Coca. In quel momento la barista sta versando un bicchiere di Fanta al cliente prima di me, quando la macchina per le bibite alla spina si blocca.

“Porca puttana, si blocca sempre, ‘sta cazzo di macchina!!! G., chiama C.!!!!”

La ragazza alla cassa chiama il tipo che probabilmente è il manager… nel frattempo la barista prende il mio scontrino.

“Coca… eh, cazzo… aspetti, che ‘sta macchina non funziona mai… C.!!!! C.!!!! Vuoi venire, che la macchina non funziona!!!! Guardi, prenda una bottiglia di Coca dal frigo, che se no qui facciamo notte…”

Prendo la bottiglia. Appena la apro, la macchina ricomincia a funzionare. La tipa cerca di versare di nuovo la Fanta all’altro cliente.

“Toh, adesso funziona… cazzo, non si ferma più!!!! Ma porca putt… C!!!! Dove cazzo sei???”

Prende il bicchiere strabordante di Fanta e bagnato fradicio e lo dà all’altro cliente: “Toh. Si prenda questo.”

Arriva il manager… va alla macchina, schiaccia tutti i bottoni, ovviamente adesso funziona tutto. Si rivolge alla povera barista:

“Ma che cazzo dici? Qui funziona tutto!!!!”

“Adesso sì, ma prima non funzionava…”

“Guarda che anche se la luce è spenta, devi provare a schiacciare lo stesso.”

“Ho schiacciato, merda!!!! Non usciva niente!!!! Toh, diteglielo voi!!!!”

Si rivolge verso i clienti attoniti… io e un paio di altri annuiamo timidamente.

“Visto? Ho i testimoni!!!! Mica ti prendo per il culo, io!!!!”

Nel frattempo una’altra cliente chiede alla cassiera: “Scusi, ma i bagni sono chiusi…”

La cassiera: “Ehhhh, lo so. Non c’è acqua. Guardi, se la tenga. Oppure vada a farla nel prato.”

La barista, finito l’incidente con la macchina delle bibite, va a rabboccare il macinacaffé.
Vuota il sacchetto e la metà dei chicchi vanno a finire per terra.

“Ma vaffanculo, va’!!!!”

Un cliente: “Oggi non è giornata, eh?”… ormai l’assurdo teatrino ha coinvolto tutti i presenti.

Io finisco il panino, chiudo la bottiglietta di Coca Cola (ne era rimasta un po’) e faccio per uscire… ma ovviamente la mia bottiglietta non era passata alla cassa, e fa suonare l’allarme.

La barista si fa prendere da una crisi isterica… “Cazzo, qualcuno spenga quell’allarme!!!!”

Butto la bottiglietta nella spazzatura ed esco.
Mentre rientravo in tangenziale, mi è sembrato di sentire dei colpi di arma da fuoco provenienti dall’Autogrill… smily

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Incontri

November 19th, 2004 by Tony

Oggi, nel parcheggio del centro commerciale.

“Ciao! Scusa, posso rubarti cinque minuti?”

“Certo, dimmi”

“Faccio parte di una comunità di recupero tossicodipendenti, ecc. ecc… quello che facciamo è raccogliere dei punti lavoro in cambio di alcuni piccoli prodotti che vendiamo… ovviamente ti chiedo un piccolo contributo per la nostra comunità, se alla fine dell’anno abbiamo raccolto abbastanza punti veniamo avviati ad un lavoro vero ecc. ecc… ecco, scegli due prodotti in cambio di un punto lavoro per me”

(Guardo nella cesta. Prendo un pacco di fazzoletti ed un bloc notes da tavolo)

“Bene, ti regalo anche questo…” (mi porge un altro oggetto che non ricordo)

“Ok. Quanto ti devo?”

“Un punto lavoro viene 16 Euro…”

(Raccolgo tutti gli oggetti e glie li restituisco)

“Scusa, 16 Euro per queste tre cose? No, guarda…”

“Ma non è il valore degli oggetti… è un contributo per darci una mano…”

“Sì ok, ho capito… ma scusa: io lavoro sul serio, non raccolgo punti. E per 200 ore al mese prendo circa 2.400 Euro, fanno 12 Euro per un’ora di lavoro. Tu mi hai parlato per 5 minuti e ne vuoi 16? Quasi quasi ci vengo anche io, nella tua comunità…”

(La ragazza appare molto contrariata. Prende il terzo oggetto e lo rimette nella cesta, poi mi porge di nuovo i fazzoletti e il bloc notes)

“Mezzo punto, dieci Euro. Dai, su.”

(Le porgo dieci Euro, prendo gli oggetti e salgo in macchina)

“Ciao”

“Ciao”

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Baustellensalad

October 18th, 2004 by Tony

Il mito dell’italiano, che dovunque vada nel mondo cerca sempre il ristorante italiano, deve essere nato in Germania. Non può essere altrimenti.

Perché in ogni leggenda, in ogni luogo comune, c’è sempre un innegabile fondo di verità. E’ la verità è che i tedeschi non sanno fare da mangiare.

E dico, niente di niente. Dico, una cazzo di insalata di lattuga? Neanche.
Uno legge sul menu: Caesar’s Salad. Cazzo, persino gli Americani sono capaci a farla. Prendi la lattuga, ci mischi dentro la cremina, un po’ di parmigiano, due crostini. E basta.

Ma il tedesco non è contento di copiare le cose fatte dagli altri, deve per forza cambiarle. Se sono buone deve riuscire a rovinarle, e se sono cattive a peggiorarle. Ed ecco così che la nostra insalata diventa un nauseante scodellone pieno di crema, dove annegano disperate due foglie di lattuga, quattro rametti aromatici grossi come tronchi di baobab, e nascoste nella melma un bel po’ di acciughe che non c’entrano un cazzo.

E quegli immancabili stronzi di peperoni crudi tagliati a cubetti piccolissimi, il Signore se li porti via.

Allora il giorno dopo punti su qualcosa di ancora più insulso. Un boia di un Carpaccio di Manzo lo saprete fare, no? Prendere le fettine di carne e farle cadere nel piatto, senza prendere le vostre cazzo di iniziative da Gran Gourmet dei miei zebedei?

Eh, no. Il piatto si presenta come al solito coperto di rametti, tronchi, cespugli. Pieno di funghi puzzolenti… avete presente l’odore che esce quando aprite il bidone della rumenta? Uguale.
La carne? Una volta sgomberato tutto il letame rimangono due fettine invisibili verniciate sul piatto, talmente fini che quando provi a prenderle si autodisintegrano. E tu che guardi sconsolato quei quattro segni bianchi lasciati dalla forchetta.

Ah, dimenticavo… ancora i bastardi peperoni a cubetti. smily

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Mediolanum

October 7th, 2004 by Tony

Come il Trip, anche io mi sto piano piano abituando alla vita meneghina.

Magari lo shock culturale per me è un po’ più sopportabile, visto che più o meno ho sempre vissuto in città grandi… forse anche a me il traffico milanese sembrerebbe “caotico”, se avessi vissuto tutta la vita in un borgo della bassa padana in cui il numero di vacche e suini supera di gran lunga quello delle automobili… smily eppure l’altro giorno ho sbagliato a svoltare, e dopo un paio di inversioni sono riuscito a ritrovare la strada di casa senza avere il mio riferimento abituale (il mare).

Ma c’è una cosa che veramente mi disturba, e temo di non poter più stare zitto: perché a Milano tutti (e dico… TUTTI) continuano a guidare con il cellulare in mano?

L’era del telefonino come status-symbol è finita circa dieci anni fa, e da allora è stato inventato un comodo accessorio chiamato auricolare, il cui costo è normalmente inferiore ai 10 Euro. Ovviamente è stata anche varata una legge che vieta l’uso del cellulare alla guida, ma tant’è.

Dico io… se a Napoli la gente va in motorino senza il casco, tutta l’Italia in coro grida “Terzo Mondo”; se i Milanesi vanno in giro guidando come dei minorati perché devono tenere il cellulare in mano, il volante con l’altra mano e cambiare marcia con una delle due a scelta, nessuno dce niente. E’ masochismo o mera imbecillità?

Stamattina quasi mi finiva sotto la macchina una ragazzina idiota che parlava allegramente al telefono mentre guidava. La bicicletta.

Mah.

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Diciamoci la verità

September 24th, 2004 by Tony

Invece di restare a casa a vedere la prima del Grande Fratello, ieri sera sono andato a teatro a vedere Ficarra e Picone.

Mi sa che ho fatto bene.

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Matitone: Mission Impossible

August 27th, 2004 by Tony

Tre giorni fa vado all’ufficio del personale, a consegnare la mia lettera di dimissioni. Mi accoglie l’impiegato.

“Ah no, guarda… io questa non posso riceverla. Le lettere di dimissioni le può ricevere solo la Dottoressa personalmente”.

“Allora vado dalla Dottoressa…”

“Non c’è, rientra il 4 Settembre. In ogni caso le dimissioni hanno effetto dal primo giorno del mese, quindi dal primo Settembre”.

“Va beh. Ciao”.

Torno al mio posto. Dopo 10 minuti l’impiegato mi chiama al telefono.

“Senti, mi puoi riportare su la lettera? Magari chiamo la dottoressa a casa…”

Torno su…

“Eh, ma vedi… tu dici che resterai in servizio fino al 24 Settembre. Ma non va mica bene, tu hai 40 giorni lavorativi di preavviso.”

“E allora? Trattenetemi i giorni di mancato preavviso. Non vedo quale sia il problema”

“Ma no… il rapporto di lavoro io lo devo chiudere a fine mese”.

“E chiudilo a fine mese, chi se ne frega! I giorni dal 26 al 30 me li trattieni come assenza e la finiamo lì”.

“Eh no, non funziona mica così… tu non puoi mica andartene quando ti pare…

Chiudo lì la discussione, inutile parlare con un imbecille. Ma mentre scendo le scale me la rido, pensando al 24 Settembre…

“E’ lui!!! Sta cercando di andarsene!!!! Fermatelo!!!!”

…io che entro nell’atrio degli ascensori… sono bloccati!!!! allora corro alla tromba delle scale e scendo di corsa… no!!!! Mi bloccano la strada… allora provo a risalire ma sono circondato!!!! Mi rifugio negli uffici del Comune, e prendo in ostaggio un’impiegata disabile…

“Lasciatemi andare o l’ammazzo!!!!”

…riesco a raggiungere la terrazza… dietro di me c’è la feroce Dottoressa, con i suoi due fidi tirapiedi. Mi indica e gli urla: “Prendetelo!!!!”

…loro corrono verso di me, ma in quel momento arriva l’elicottero… mi aggrappo ad uno dei due pattini, mentre loro due cercano di tirarmi giù per i piedi…

“Scendi, bastardo!!!!”

…ma ormai è troppo tardi. Sono libero. smily smily smily

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