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La volpe e l’uva

July 23rd, 2003 by Tony

Volpe.gif

Fame coacta vulpes alta in vinea
uvam adpetebat, summis saliens viribus.

Quam tangere ut non potuit, discedens ait:
“Nondum matura est; nolo acerbam sumere”.

Qui, facere quae non possunt, verbis elevant,
adscribere hoc debebunt exemplum sibi.

(Una volpe costretta dalla fame
alto balzava nella pergola alta
mirando all’uva e non riuscì a toccarla.

Andandosene via disse al suo cuore:
“Non è matura, acerba non la voglio”.

Chi minimizza ciò che non sa fare
ripensi a questo apologo, è per lui).

Fedro

Dedico questo antico poema alla mia adorata Gatta, con un consiglio:

NON TI CURAR DI LORO… wink.gif

Posted in Io e la Gatta | 5 Comments »

5 Responses

  1. Skylark Says:

    L’uva è un frutto buonissimo, ma ho appena scoperto che preferisci l’arancio, meglio ancora i suoi fiori. Plurifelicitazioni!!! (Ma sei tu lo sposo, vero? BC non l’ha specificato , ho tirato a indovinare :DD )

  2. Tony Says:

    Certo che sono io!!!! Grazie di cuore, Sky… ti faremo avere i confetti… ;)

  3. Skylark Says:

    I confetti? Che bello!! Purché la bomboniera non la prepari Witch, se no mi ci infila i sassolini della lettiera :D

  4. Mario Trinchero Says:

    NONDUM MATURA EST !

    Ma che cosa dici ??
    Se vuoi citare dalle Favole di Fedro almeno cita giusto
    NONDUM MATURA ES, NOLO ACERBAM SUMERE
    è la seconda persona singolare del verbo sum esse fui
    non la terza persona singolare
    Una risposta sarà sempre gradita
    Cordialmente
    Mario trinchero

  5. Tony Says:

    Mario, in tutte le trascrizioni della poesia che ho trovato, la frase è indicata con la terza persona. “Non è ancora matura”. Grazie comunque del tuo commento.

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