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So here’s to you, New York

September 11th, 2002 by Tony

Beh, devo dire che me lo aspettavo.

Ecco l’anniversario della strage di Manhattan. Ecco un paese che piange i suoi morti, e molti suoi paesi amici che si uniscono al dolore.

Ed ecco i soliti “pacifisti” della Domenica tirare fuori i loro soliti luoghi comuni del cazzo per nascondere la verità che goffamente cercano di celare dietro la loro maschera di finto buonismo.

Ieri sera ho sentito gente ripetere le stesse frasi vecchie di un anno:

– I 2.800 morti di Manhattan “non sono niente”… in quantità forse, confrontati ai morti di tutte le guerre in corso oggi nel mondo. A parte che sinceramente nella storia recente non ricordo un singolo atto di guerra che abbia provocato la morte di 2.800 civili in due ore senza nessun obiettivo militare coinvolto, comunque allora possiamo dire lo stesso anche dei morti di Hiroshima, che d’altronde furono molti meno dei civili uccisi per mano giapponese durante la Seconda Guerra.

– Gli Americani “hanno rotto il cazzo” con le loro commemorazioni… beh, questo vorrei andare a ripeterlo al funerale di una persona cara a chi lo ha detto. Mettermi nel corteo e dire ad alta voce: “dai basta con ‘sta sceneggiata, avete rotto il cazzo. Un morto solo, che cosa vuoi che sia…”

– La strage di Manhattan “ha fatto comodo”… mah, un giorno capirò in che modo una strage di tali dimensioni, e soprattutto con un tale impatto sulla vita sociale, sull’economia di un paese possa “fare comodo” ai suoi governanti. In che modo un Presidente possa “giovare” del fatto che i suoi cittadini non si sentano al sicuro neanche nelle proprie case, farne motivo di consenso.
E comunque, secondo lo stesso “ragionamento”, allora possiamo dire che le incursioni Israeliane nei territori occupati, con l’uccisione di civili innocenti “fanno comodo” alla causa Palestinese. Che i sei milioni di ebrei sterminati nei campi di concentramento hanno “fatto comodo” agli Alleati, e così via. Possiamo tranquillamente sminuire la morte di qualsiasi persona uccisa in qualsiasi conflitto del mondo.

Per non parlare delle solite cazzate sui “morti di Serie A e morti di serie B”, dette proprio da chi fa lo stesso errore a ruoli invertiti.

O delle considerazioni sulla prospettiva di un attacco Americano all’Iraq. L’eventuale azione americana in Iraq con l’11 Settembre non c’entra proprio un bel niente. Usarla per sminuire la strage di Manhattan significa invece ammettere implicitamente che c’entra.

Io so solo una cosa: che ogni paese, ogni civiltà, piange i propri morti. Oggi l’America piange la morte di 2.800 civili innocenti, che con le strategie imperialiste non avevano proprio niente a che fare. E con lei piangono i popoli che le sono vicini, che sono direttamente o indirettamente anch’essi vittime di quella strage.

Perchè agli occhi di chi l’ha commessa, un Inglese, un Francese, un Tedesco, un Italiano, non sono certo diversi da un Americano. Non tutti i 2.800 morti di New York e Washington erano necessariamente sostenitori dell’imperialismo economico e militare Americano. Quindi, se e quando un attentato simile succederà a Roma o a Milano, la “guerra santa” non guarderà certo in faccia a chi oggi sputa su quei morti.

Here’s to you, New York.

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