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Cry Wolf

February 7th, 2005 by Tony

Cito da Rolli, sul rapimento di Giuliana Sgrena:

“Ho la sensazione che manchi qualcosa, però, rispetto agli altri rapimenti: la partecipazione emotiva. E’ una sensazione a pelle, che si recepisce nella gente, quando ascolti e annusi gli umori e percepisci una certa distrazione, un distacco sottile, qualcosa che stona.
Mi auguro di sbagliarmi, ma è una sensazione netta: le due Simone hanno lasciato il segno, pessimo, e non è certo un bella dote.
La gente si era preoccupata, emozionata, spaventata quando toccò a loro
Non importava cosa facessero in Iraq (…) non interessava a nessuno, si mise tutto da parte e si pensò semplicemente a ciò che in quel momento erano: due donne in mano a dei sequestratori, per le quali tutti stavamo in ansia e tutti avremmo speso qualcosa di nostro per salvarle. Punto.
Poi lo show che seguì la liberazione fece sentire molti un po’ sciocchi e anche irritati: nessuno si aspettava l’abiura del loro credo politico, più semplicemente ci si attendeva un “grazie” forte e chiaro, una presa di distanza da coloro che utilizzavano i sequestri, spesso seguiti da torture e omicidi, come forma di lotta, una parola per ricordare i sequestrati uccisi e quelli ancora nelle mani dei terroristi.
Giunse un “grazie” risicato, solo dopo quello forte e chiaro alla “resistenza irachena” e a chiunque non c’entrasse un accidente con la loro liberazione; seguì una passerella salmodiante contro gli americani e chiunque fosse in Iraq, certo come okkupante, e infine si ricordarono tardivamente che nel frattempo c’erano altre persone nelle mani dei rapitori, e altre ancora che per mano loro avevano già lasciato il mondo terreno.
E la gente ingoiò il rospo, pentendosi magari di aver seguito un Tg in più anzichè Il Grande fratello.
Il rapimento di Giuliana Sgrena si porta appresso questa eredità (…) Chissà se le due Simone le avvertono queste sensazioni. e se a volte pensano a quanti silenzi abbiano mancato, e alle troppe parole dette a vanvera.”

“Personalmente spero che sia capitata in mani non sanguinarie, e che venga liberata al più presto, con riscatto o senza non ha importanza: basta che possa tornare a casa.
Se a questo seguiranno giaculatorie pro-resistenza poco importa, sono già nel conto e chi se ne infischia; l’importante è che torni viva.”

“Tanto l’eredità delle due Simone è antipatica, quanto nauseante è il dibattito che viene fuori in una certa sinistra in questi giorni.
Si disserta della capacità di discernimento della “resistenza irachena” circa “il nemico”, della speranza che si renda conta conto che Giuliana Sgrena non è l’ostaggio “giusto”.
Non lo è difatti, ma non perchè donna di sinistra contraria alla guerra in Iraq, non lo è perchè non lo erano Quattrocchi, Anwar Wali, Margaret Hassan, Bigley, i poveri nepalesi trucidati o Baldoni.
Non c’è un ostaggio “giusto”, ed è aberrante si tenti una distinzione, che porta con sè uno e butta dall’altra parte, quella “sbagliata”, tutti gli altri.”

“Quando si arriva a distinguere le vittime catalogandole mentalmente con il loro destino, si è perso ogni senso morale, e quel minimo di civiltà che dovrebbe distinguerci dagli assassini.”

Chapeau.

Posted in World Zap | 6 Comments »

6 Responses

  1. gaspare Says:

    e, ci sarebbe da aggiungere, che una delle due simone, intervistata dal corriere (o da repubblica, ora non ricordo bene), l’indomani delle elezioni in Irak, le criticò abbastanza ferocemente. Ovviamente non puoi più ritenerle a questo punto delle sante e questo si ripercuote e si aggiunge a quanto fatto notare da Rolli…

  2. Tripudiatore Says:

    Beh, la stessa sensazione la provo pure io. Poi, come al solito direi, non raggiungo le conclusioni che leggo qui.
    Il discorso del giusto o non giusto è legato ai compiti ed alle idee che il rapito si portano con sé relativamente a quelle che sono del rapitore(e che lo dico a fare…), oltre al fatto che si cerca un argomento in più per aiutare la liberazione.
    Poi sempre questi toni sprezzanti “il dibattito nauseante”, e bla bla bla: sempre la solita merda sbadilata a quintali senza motivo, dato che nessuno ha fatto discorsi di questo tenore.
    Ma va beh, si sa come la penso e come la pensate ;)

  3. Tony Says:

    Ai “compiti” può darsi; se un gruppo di iracheni (chiamali combattenti, resistenti o semplici assassini, non importa) rapiscono un soldato americano e lo sgozzano come un vitello, al massimo si può dire che non hanno rispettato proprio alla lettera la convenzione di Ginevra; ma diciamo che “ci può anche stare”.
    Ma alle “idee”??? Ti rendi conto di quello che dici? Rapire un CIVILE (sia esso un giornalista, un volontario, un lavoratore della ricostruzione) ed ammazzarlo vigliaccamente, può essere considerato “giusto” se le sue idee sono diverse dalle tue? Che facciamo allora, rivalutiamo le Brigate Rosse?

  4. Tripudiatore Says:

    Quelli sono malati nel cervello, ma persino gli schizofrenici seguono un “loro” ordine mentale. O perlomeno, si cerca di trovarlo. Cercare di usare un linguaggio e degli argomenti comprensibili alla loro mente malata è un tentativo di riportarla a casa, e di fargli capire che già son dei pazzi, ma che così sono (dal loro stesso punto di vista) pazzi e coglioni.
    Tony, non ho scritto nulla di quanto vai cianciando. Se le cose le vuoi capire, bene, altrimenti chiedo scusa e tolgo il disturbo: non puoi sempre capire quel cazzo che vuoi trascindendo dal discorso (e dal fatto che mi conosci, cazzarola!).

  5. Tony Says:

    Vorresti insinuare che ti ho fatto un “pupazzo di paglia”?

  6. silvestro Says:

    d’accordo su molte cose ma c’è un punto da chiarire: le simone potevano dire quello che pareva loro,a torto o a ragione, lo hanno fatto e sono state massacrate.
    forse questa sensazione c’è perchè è l’ennesimo rapimento. come c’è stata la stessa sensazione all’ennesimo soldato morto. è lecito stupirsi di questo, di qualcosa di tragico che si sta trasformando in routine.
    ci si sta abituando alla guerra, è questo il punto.
    p.s.
    un giorno mi spiegherai perchè ti incazzasti tanto

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