Categories

Search

Uomini di paglia

January 27th, 2005 by Tony

Su Haramlik un certo Carlo Fusco solleva la questione dello Straw Man Argument. Un fenomeno con cui mi sono trovato a che fare infinite volte nel corso delle mie esperienze in rete, e che non credevo fosse mai stato analizzato in forma “istituzionale” da così tante persone.

Riporto pari pari il commento di Carlo Fusco, in quanto il fenomeno non potrebbe essere descritto meglio:

“La tua descrizione di questa operazione di controllo del linguaggio, come giustamente l’hai chiamata, (…) rientra in un tipo di artificio retorico talmente codificato nella sua disonestà e talmente banale da meritarsi un nome tutto suo: lo “straw man argument”.

Lo “straw man” è l’uomo di paglia, ovvero lo spaventapasseri, ovvero un’effigie molto approssimativa dell’essere umano.

Lo “straw man argument” è quindi solo un voodoo verbale, ovvero la pratica nella quale non si cerca di demolire le argomentazioni dell’avversario, ma di colpire una loro effigie, una bambolina di paglia creata a bella posta e in modo abbastanza somigliante da far scattare nella mente degli ascoltatori o lettori l’equazione tra fantaccio e corrispettivo reale, ma con la differenza che il fantoccio lo si può pungere con gli spilloni quanto si vuole, l’altro no. In altre parole: se l’argomento del tuo avversario è inattaccabile, creane una copia somigliante ma più debole, attribuiscila al tuo avversario e colpiscila con forza: se ti si lascia fare in questo modo butterai giù entrambi.

(…) creare una caricatura delle nostre idee per poi attribuircele è una tattica meschina che squalifica chi la usa come un interlocutore indegno di questo nome e lo mostra invece solo come un disonesto che ricorre a mezzucci retorici piccoli piccoli, che persino nei newsgroup più frivoli vengono visti come il fumo negli occhi.”

Insomma, quello che io credevo fosse un caso isolato riconducibile agli schemi mentali di alcuni miei interlocutori è invece una figura retorica talmente diffusa da essere stata addirittura studiata… circa un anno e mezzo fa, scrivevo queste parole su un Forum:

“La mia impressione è che tu ti faccia un’opinione su un argomento, e simultaneamente ti faccia dentro di te un quadro di quale sia l’opinione secondo te “contraria”. E a chiunque affermi di non essere d’accordo con te, tu automaticamente attribuisci quell’opinione “contraria” che ti sei creata. Anche di fronte all’evidenza delle parole del tuo interlocutore, tu vai avanti per la tua strada. Non ascolti.

Se io ti dico che il ladro della tabaccheria era un delinquente, ma che il tabaccaio ha sbagliato a sparargli quando non era più in pericolo, tu automaticamente mi accusi di “difendere” i delinquenti e di volerli tutti a piede libero… se io ti dico che Saddam era un feroce dittatore, ma che l’attacco Americano non era giustificato, tu mi accusi di essere un seguace di Saddam… e così via.

A lungo andare, le persone dotate di buon senso si stancano di discutere in questo modo… io scrivo sul Forum perchè mi piace confrontare le mie idee con quelle degli altri, e non per sentirmi attibuire dagli altri cose che non penso.”

Bene. A chi d’ora in poi cercherà di usare questo artificio con me, saprò cosa rispondere. “Ciao, uomo di paglia” e fine della discussione.

Ringrazio Lia ed il suo commentatore per la segnalazione, ma mi permetto comunque di fare un piccolo appunto: lo Straw Man Argument è trattato da Lia in un post intitolato “La retorica del neocone”… la mia pur breve esperienza mi ha insegnato che questa cattiva abitudine è ugualmente diffusa su entrambi i fronti del cosiddetto “scontro ideologico” degli ultimi anni.

Quante volte, criticando gli eccessi dei manifestanti al G8 di Genova, mi sono sentito rispondere che ero un “nemico del dissenso”, un “Berlusconiano”, addirittura un “fascista”?

E quante altre volte, mettendo in evidenza le ipocrisie del cosiddetto movimento “pacifista”, sono stato accusato di “approvare l’uccisione di poveri civili iracheni”?

In America, lo “Straw Man” viene chiamato anche “Scarecrow”, ovvero spaventacorvi. Succede a volte che un corvo, spaventato dall’uomo di paglia, corra da un merlo per dirgli che è nero.

Posted in Il Blog | 2 Comments »

2 Responses

  1. L'Indignato Says:

    Corto circuiti

    Lo spunto mi viene da questo post di Xabaras. Lui parla di corto circuito per indicare uno scambio di riflessioni cross-blog e intra-blog. Ebbene, il trackback – strumento di cui continuo a caldeggiare l’utilizzo – è un corto circuito, o…

  2. Tripudiatore Says:

    Ecco come facevi ad ammazzare le discussioni su Clarence!
    Scherzi a parte, si deve anche dire che spesso non è cosa voluta, è solo ignoranza a briglie sciolte

Leave a Comment

Please note: Comment moderation is enabled and may delay your comment. There is no need to resubmit your comment.